| Macerata. Lonforicette - nuovo libro di Elisabetta Baleani |
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| Scritto da F.Ciccarelli | |||||
| Lunedì 19 Dicembre 2011 18:47 | |||||
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“Il 16 dicembre 2011 - ci dice la stessa autrice- presso la biblioteca comunale Mozzi-Borgetti di Macerata con il patrocinio del Comune di Macerata, la casa editrice Simple ha lanciato sul mercato un singolare libro di poesia metasemantica ispirato al celebre “lonfo” di Fosco Maraini: “le lonforicette di Frà Troféllo da Vallesconcia” da me che dopo la raccolta poetica “Vento Rosso”, edita dalla stessa casa editrice, ho deciso di combattere la crisi con un ricettario "matto" e particolare che ognuno potrà tradurre in cucina come vorrà, a seconda della propria fantasia e creatività; i testi metasemantici ivi raccolti si prestano infatti ad essere intesi da ogni lettore in maniera assai personale, in quanto le parole che li compongono sono del tutto inventate, benché il suono e il senso del discorso siano spesso desumibili dal contesto, un po’ come il “Grammellot” di Dario Fo. La presentazione è stata condotta dal Prof. Diego Poli, direttore del dipartimento di glottologia dell’Università di Macerata ed il tutto è stato alquanto divertente e inusuale, poiché sono stati proposti assaggi “veri” di alcune “lonforicette” che sono state tradotte in linguaggio gastronomico dalla cuoca Letizia dell’Osteria dei Fiori di Macerata, mentre l’introduzione è stata redatta dalla magistrale penna di Rino Pensato, esperto di letteratura gastronomica e primo consulente di Casa Artusi. Le letture sono state rese note dall’attore Stefano Bianchi di Loreto e da me stessa e al libro è stato abbinato un allegro e brioso cd in cui sono state incise, con sottofondo musicale tratto dal repertorio popolare, le “lonforicette” più significative. L’idea di mettere insieme un ricettario così particolare e irriverente è nata da quando si è iniziata a materializzare in me la figura di Frà Troféllo, il cui nome evoca chiaramente l’archetipo del religioso beffardo e gaudente, che oltre a pascersi di sacra dottrina, si pasce di buona tavola e che, invece di sognare il paradiso, sogna santi lievitanti in panna, aureole a forma di ciambella e assolve con più facilità i fedeli che gli passano confetti dal confessionale. Il nostro eroe è dunque un religioso anticonvenzionale e dissidente, che in tempi tanto magri, quali quelli di ogni epoca, cerca di alleviare la propria sorte e quella altrui con l’unico ben di Dio concretamente tangibile, cioè il buon cibo, e che dato il suo apprendistato culinario, viene persino chiamato da papa Volpino VII a cucinare per il Vaticano con esiti clamorosi. Ed è proprio la saggezza antica del frate che viene celebrata nel volumetto, perché “i donabbòndi in sugo di bustarélla” costituiscono una ricetta sempre di moda, così come “i rùspoli al canchero” possono risultare indigesti, o “i papocchi in orcamatta” rimangono difficilmente digeribili, anche per gli stomaci di ferro alla Frà Troféllo”. La sala della biblioteca statale Mozzi Borgetti di Macerata è stata riempia quasi del tutto da oltre quaranta persone, quindi gli organizzatori dell’evento possono ritenersi soddisfatti. Alla presentazione stessa sono intervenuti l’assessore alla Cultura del Comune di Recanati Andrea Marinelli e il consigliere comunale di Macerata Ivano Sacconi e Recanati, a breve, dovrebbe ospitare una seconda presentazione del libro. Francesco Ciccarelli
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