Appignano. Paola Giorgi: La verità sulla discarica PDF Stampa Email
Scritto da Paola Giorgi   
Sabato 21 Gennaio 2012 08:42

rifiuti

Banali e pretestuose le solite accuse che mi rivolge Messi, stucchevoli e fuori luogo. Partigiane, poco costruttive, totalmente inutili per risolvere un problema grave che si ripercuote sulle tasche dei cittadini (anche i suoi, nonostante siano virtuosi con la raccolta differenziata) e chiaramente tendenti a confondere le carte in tavola. Ho seguito la vicenda dei rifiuti di Macerata, della mancata realizzazione di una discarica all'emergenza, sin dal 2009. Emergenza esplosa e assolutamente mai affrontata con volontà risolutive da Capponi, ma esplosa a causa di una gestione Silenzi mai volta a superare il problema, pur essendo lo stesso molto attento al problema, come dice Messi.

Appena eletta consigliere regionale accompagnai, su loro richiesta, il Sindaco Messi e un suo scudiero in Assessorato Regionale per approfondire la questione della discarica di Appignano; era in corso la procedura di VIA regionale. La richiesta era stata formulata da una società privata per lo smaltimento di rifiuti non pericolosi. In quell'appuntamento il responsabile del procedimento ci disse (anche se i due negheranno....) che quello di Appignano era il miglior sito di discarica tra le Province di Ancona e Macerata. Affermazione a mio avviso importantissima perchè ai tempi si era creata una situazione che vedeva la Provincia di Macerata senza discarica con il sito individuato a Cingoli e la Provincia di Ancona che stava individuando il nuovo sito  a Filottrano.

Cingoli e Filottrano: due Comuni confinanti nei quali si sarebbero dovute aprire due distinte discariche. Un ragionamento limpido seguì alle parole del responsabile regionale del procedimento: se il sito di Appignano era il miglior sito tra le due Provincie, allora si faccia lì una sola discarica interprovinciale. Si chiedeva al privato la cessione di una parte della discarica per rifiuti speciali per abbancare RSU e, anche se non si fosse trovato un accordo, esiste l'esproprio a fini pubblici. Ricordo anche una condivisione istituzionale su questo progetto. Poi però gli uffici regionali hanno cambiato totalmente idea ed hanno dato il diniego alla discarica di Appignano. Diniego in merito al quale è stato avanzato un ricorso sul quale si pronuncerà la giustizia amministrativa. La Provincia di Ancona ha risolto in parte i suoi problemi con i rifiuti solidi urbani, la Provincia di Macerata è ancora li, ad abbancare rifiuti fuori provincia ad un costo maggiore di quanto spenda il Comune di Napoli per trasportatli in Nord Europa.Questi sono i fatti reali.

E reale è il fatto che mentre la procedura per la discarica di Appignano subiva una repentino cambiamento di rotta, la discarica di Morrovalle, per rifiuti speciali non pericolosi, come Appignano,  presenta un progetto di ampliamento del sito. La Provincia non concede l'autorizzazione e scatta il ricorso del Comune al TAR. Notizia di queste ore è che il TAR ha bocciato il ricorso del Comune e il conseguente ampliamento della discarica. C'è una relazione tra i fatti? Le circostanze temporali mi fanno pensare.

E seguendo con i fatti reali, reale è che la discarica di Morrovale finisce nell'occhio della magistratura per un traffico internazionali di rifiuti nell’" Operazione Ragnatela" , un maxi traffico di rifiuti che si è snodato tra Caserta e la Provincia di Macerata.  Dei 17 indagati per i quali la DDA ha chiesto il rinvio a giudizio, ben 9 sono del maceratese, una triste conferma dell' indagine avviata dalla Procura di Napoli (nell'ambito della quale, prima del passaggio, per competenza, alla DDA di Ancona, erano stati effettuati diversi arresti nel maceratese) e sulla quale, a mio avviso, troppo presto è calato il silenzio, anche della politica.  Questi sono i fatti. Le propagande e le difese partigiane non dei cittadini le lascio al sindaco di Appignano.

Paola Giorgi, vicepresidente Assemblea legislativa delle Marche

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