| San Severino Marche.Lettera del Sindaco Martini al Governo |
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| Scritto da Luca D'Innocenzo |
| Venerdì 17 Giugno 2011 13:55 |
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“Cari onorevoli rappresentanti del Governo italiano non spetta a noi fare la parte degli esattori dello Stato. Siamo marchigiani, e dunque risparmiosi ed abituati ai sacrifici, ma voi non trasformatevi in strozzini”. Il sindaco di San Severino Marche, Cesare Martini, non ci sta. E non lo manda a dire. A poche settimane dalla sua rielezione, ed in vista della discussione del bilancio in Consiglio comunale, prende carta e penna per denunciare quella che definisce una “vera verità”: “Il Federalismo fiscale, con la nuova manovra Finanziaria, rischia di mandare gambe all’aria molti Comuni. Anche quelli sani come il nostro”. Martini, che riprende l’eco delle parole di altri primi cittadini, mostra i conti della città di San Severino Marche, poco più di 13.300 abitanti con un buon livello occupazionale nonostante la crisi: “Ad oggi – sottolinea il primo cittadino cifre alla mano – registriamo anzitutto una differenza di oltre 900mila euro fra i contributi statali riscossi, da gennaio a maggio, fra il 2010 ed il 2011. Lo scorso anno ci erano arrivati 1 milione e 800 mila euro, quest’anno abbiamo incassato meno della metà. E questo è il primo vero taglio. Che non è quello ufficialmente comunicatoci dal ministero dell’Interno che, di testa sua e sottolineo di testa sua, per il 2011 ci ha preannunciato una riduzione dei trasferimenti pari a 477.000 euro. A queste cifre si devono poi aggiungere i contributi relativi al terremoto, che perdiamo, e che sono altri 150mila euro. Con questa situazione dunque – aggiunge sconsolato Martini – è come avere già un cappio al collo ma il vero nodo scorsoio per le amministrazioni locali è rappresentato dal patto di stabilità: ogni opera che appaltiamo richiede di disporre di una riserva finanziaria pari alle somme pagate. La conclusione? Ci sono imprese pronte a realizzare, altre che hanno avviato i cantieri, ma che non possono essere pagate perché le amministrazioni sono alla ricerca delle quote da accantonare. Stiamo tagliando le spese e sono a rischio alcuni servizi. Tutto questo per evitare di andare fuori dal patto di stabilità e per via dei tagli. Di fatto però così i Comuni sono commissariati – prosegue Martini che conclude – L’unico modo che abbiamo per far fronte alla quotidianità è o mettere mano ai servizi essenziali o aumentare la Tarsu. Esiste un unico altro modo per evitare, almeno in parte, il tracollo finanziario. Andrebbe reintrodotta l’Ici rendendola poi detraibile dall’Irpef affinché sia a costo zero per il cittadino. E a quel punto non cambierebbe nulla per i contribuenti. Cari onorevoli rappresentanti del Governo italiano – conclude il sindaco Martini - non costringeteci a prendere decisioni che non vorremo mai prendere”. Ufficio Stampa Comune di San Severino Marche
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