| San Severino Marche. Oggi si inaugura la mostra 'Astrazione Fatale' |
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| Scritto da Luca D'Innocenzo |
| Venerdì 29 Luglio 2011 08:24 |
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Si aprirà alle 17 a palazzo Manuzzini con l'inaugurazione, la mostra Astrazione Fatale” organizzata dall’associazione culturale Don Quijote, con il patrocinio e la collaborazione del Comune di San Severino Marche. A confronto diversi astrattisti d'Europa di acclarata fama Fabrizio Savi, Fabio Zeppa, Ali Rashid, Claudio Fazzini, Toon Denheijer, Sandro Bartolacci, Peter Schenk, Alessandro Miola, Gitta Pardoel, Raffaele Iommi, Paolo Sistilli, Giorgio Damiani, Denis Moriconi, Marco Salusti, Sauro Cecchi, Maela T e Michele Egidi. In tutto diciotto maestri olandesi ed italiani, che utilizzano un linguaggio visivo simile, saranno accostati, nella disposizione delle opere, in una sorta di viaggio nel mondo dell’astrattismo che dimostrerà come persone distanti tra loro centinaia di chilometri, ed appartenenti a culture diverse, proprio grazie all’arte, possano accomunarsi in una mostra senza eguali. La mostra rimarrà aperta nella sede di via Salimbeni tutti i giorni, escluso il lunedì, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19. Sarà inoltre disponibile un catalogo che presenterà la riproduzione fotografica di una singola opera per ciascun artista insieme ai testi dei critici d’arte Dick Adelaar, curatore del Central Museum di Ultrecht, e Fabio Tedeschi. Fra i sostenitori dell’iniziativa figurano l’associazione I Tesori di San Severino, San Severino Gourmet, Tesorandia, Marmi Paradiso, MercantArt by Degiart, panificio pasticceria Allegretto, bed & breakfast Le Terrazze, vini Santa Liberata. “Questa rassegna collettiva – spiega Fabio Tedeschi – intende rispecchiare, anche se non in modo esaustivo, una condizione di lavoro in ambienti diversi e distinti fra loro, un modo di essere nell’attuale panorama artistico europeo dell’ultima generazione di pittori e scultori, messi a confronto fra loro, ma anche con i grandi Maestri fondatori dell’astrattismo e dell’informale in Europa. Il fondatore dell’astrattismo fu Kandinskij che, dal 1900-1911, per primo tagliò con l’arte che rappresentava l’oggetto. La composizione, nell’astrattismo, non si rivolge all’oggetto ma alla realtà interiore, non visibile quindi e non riconducibile a forme conosciute. Dall’analisi delle opere di questa rassegna si desume un accentuato richiamo agli scarabocchi, alle macchie di colore ed alle composizioni astratte del movimento Blaue Reiter ed una notevole influenza subita dal movimento astratto informale che, sotto l’ascendente delle due teorie filosofiche della fenomenologia e dell’esistenzialismo, apportò una vera rivoluzione del gusto nelle arti figurative dei primi anni ’40”. Luca D'Innocenzo
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