Tolentino. Le Concerie del Chienti note sul bilancio 2010 PDF Stampa Email
Scritto da Simone Baroncia   
Venerdì 29 Luglio 2011 10:14

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Lo scorso 6 maggio 2011 l’assemblea dei soci della Conceria del Chienti SpA ha approvato il bilancio d’esercizio al 31/12/2010, chiuso con una perdita di € 6.853.244. Guardando ai dati consuntivi, pochi sono i motivi di ottimismo. Tra questi, il raggiungimento di un fatturato pari a 20,9 milioni di euro, con un aumento del 16% rispetto al 2009. Senz’altro opportuna è stata altresì l’opera di "pulizia" del bilancio, che ha comportato la svalutazione di asset (principalmente magazzino e crediti) per circa 4,2 milioni di euro. Tuttavia, la perdita di bilancio, anche “normalizzata”, resta superiore a 2,6 milioni di euro. Le dimensioni della perdita sono da ascriversi con ogni probabilità al notevole aumento dei costi di produzione, specie dei costi per materie prime e merci, balzati dai 9,5 mln di euro del consuntivo 2009 ai 15,2 mln di euro del 2010, con un incremento del 60% ed un’incidenza sul fatturato passata dal 52% al 73%.

L’aumento dei costi di produzione ha profondamente alterato le condizioni di equilibrio economico, come testimonia il margine operativo lordo (EBITDA) che, al netto delle svalutazioni, risulta negativo per ben 2,2 milioni di euro: in pratica, l'attività caratteristica è stata gestita in perdita. A sua volta, lo squilibrio economico della gestione ha avuto riflessi negativi sulla posizione finanziaria netta a breve termine (raddoppiata da 4,4 a 8,9 milioni di euro, con un evidente peggioramento della situazione di liquidità aziendale) e sull’equilibrio patrimoniale, oggi compromesso da un livello di indebitamento troppo elevato (19,5 milioni di euro a fronte di un patrimonio netto sceso a 3,5 milioni). La strada appare in salita: la Relazione sulla gestione riferisce dell’adozione di un piano di ristrutturazione per gli esercizi 2011-2015, da sottoporre eventualmente all’attestazione di cui all’art. 67 della legge fallimentare, che consentirebbe a banche e fornitori di sostenere finanziariamente la società al riparo dal rischio di una successiva eventuale revocatoria fallimentare.

La relazione non indica quale sia stato l’esito della trattativa con il ceto bancario circa il consolidamento dell’esposizione a breve termine; tuttavia il collegio sindacale, con un richiamo di informativa nella propria relazione al bilancio, non manca di ammonire che “la continuità aziendale è subordinata alla realizzazione degli obiettivi economico-finanziari del piano, alla dismissione degli assets non strategici ivi indicati e all’ottenimento delle adesioni degli istituti di credito a un possibile accordo di ristrutturazione nella misura prevista nel Piano”. Il che equivale a dire che per la riuscita del turnaround aziendale è necessario che le banche aderiscano al piano di ristrutturazione e che la società recuperi efficienza interna ed equilibrio economico, tornando velocemente all’utile operativo; in mancanza, si aprirebbero scenari di crisi che potrebbero travolgere i circa 100 dipendenti in organico e portare - nella peggiore delle ipotesi - alla dissoluzione di un altro pezzo della storia imprenditoriale di Tolentino.

Simone Baroncia

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